mercoledì 24 agosto 2016

Carta Etica | Ipnosi e Coaching

La professione del Coach è molto delicata sotto un profilo etico. La carta non vuole essere un codice prescrittivo, ma una fonte di riferimento per il comportamento e gli atteggiamenti nei confronti dei clienti, dei colleghi e della professione stessa.
Personalmente sono allineato alla carta Etica dell’Associazione Coach Professionisti (AICP), nella quale mi ritrovo completamente e che riporto come linee guida del mio agire. Inoltre, ogni mio rapporto professionale inizia a seguito di un Consenso Informato letto e firmato, ad ulteriore tutela dei clienti.

La Carta Etica vuole ispirare una buona pratica professionale per il benessere e l’efficacia della relazione Coach Cliente e per improntare eticamente le relazioni tra i coach.

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Carta Etica | Ipnosi e Coaching


venerdì 19 agosto 2016

Biglietto da visita: 9 punti sui quali portare attenzione

Il Biglietto da Visita oggi non serve più. Ma se decidi di stamparlo fallo bene, per non rischiare danni per qualcosa che potevi evitare.

Oggi come oggi, pensare di acquisire dei clienti con il proprio address è sicuramente un'utopia. Se leggi qualche articolo in cui ti consiglia come iniziare la tua attività e che la prima cosa che ti dice è di avere in tasca un biglietto da visita decente, ringrazia e vai a cercare da un'altra parte le informazioni che ti servono. Il 99% delle persone con le quali mi relaziono, e quindi ho anche rapporti professionali, non sono arrivate a me, o viceversa, con biglietti da visita.


A volte fai più bella figura dire qualcosa tipo:
le invio immediatamente il mio badge on line,
mi da il suo numero di telefono?

E così hai anche il suo numero di cellulare! Figo no? ;)

Mi chiederai allora questo punto perché scrivo un articolo sul biglietto da visita dal momento che come penso tutti voi massimo lo 0,00001%  saranno diventati clienti con questo strumento. Ho deciso di scrivere questo articolo, perché bene o male alla fine quelle 50 €100 anche più le spendiamo tutti per farci un biglietto da visita (io compreso). Poi, tempo addietro, ho fatto un po' di decluttering del materiale che ho da parte. Sapete, un po' come tutti voi che avete del materiale da parte che volete verificare e lo fate una volta ogni tre o cinque anni, vero?
Ditemi di si altrimenti cado in depressione! :D

Ora, e bene sì mi sono piegato al termine decluttering, e ho trovato qualcosa come circa 500 biglietti da visita rinchiusi in una scatolina con scritto, in pennarello e a grandi lettere: "da verificare"

Un poco incuriosito, armato di pazienza, ho deciso di dedicare un paio di orette per verificare se in mezzo a questi indirizzi ci fosse qualcosa che mi ritornava utile ad oggi e ne ho viste di tutti i colori!
Non vi dico, anzi, vi dico più avanti. Ed è per questo che vorrei riassumere i punti focali per i quali alcuni biglietti mi sono ritornati utili e li ho scremati anche a distanza di 3/5 anni da quando li ho avuti per la prima volta nelle mie mani. E badate bene che parlo di non più di 20/25 address su 500.

Sulle considerazioni del caso ho poi dato in stampa i miei address nuovi a sostituzione di quelli precedenti che non tenevano conto di tutto ciò. E dal momento che ho trovato preziose alcune riflessioni pratiche le voglio condividere.
Ah, ecco il mio nuovo biglietto tra gli appunti di lavoro: ti piace?

Coach IpnoCounselor Alfredo Molgora

1 - I dati base da inserire nel biglietto.
Ho trovato di tutto nomi cognomi senza telefono senza email senza la città piuttosto che marchi senza sapere chi fosse e quant'altro. In tutti i biglietti che io ho scelto era chiarissimo il nome e il cognome della persona cosa faceva e alcuni suoi riferimenti che sono i dati base necessari ed imprescindibili.
Piuttosto che fare un biglietto incasinato mettete questi dati base su un bigliettino bianco e siete a posto. Sarà forse anonimo, ma almeno se siete rimasti nella mente della persona che si ricorderà di voi.

2 - I marchi.
Ne ho trovati di bellissimi assolutamente incredibili, avranno speso un sacco di lira, adesso euro, per farseli fare! Ma chi era?
Quindi è inutile che un bel marchio se poi non ci mettete i dati e comunque un bel marchio, ricordatevelo, soddisfa solo voi perché vi piace e ne siete innamorati. Difficilmente, salvo le grandi

martedì 9 agosto 2016

7 STRATEGIE MENTALI PER DECIDERE EFFICIENTE E VELOCE

Il modo in cui decidi che sia efficacie o meno, dipende dalla vision che dai alle risposte quindi ai modelli mentali, consci od inconsci, che applichi mentre scegli.

Quando si decide ognuno di noi mette in campo la PROPRIA STRATEGIA MENTALE che, non sempre si rivela la migliore. Acquisire gli esempi di questo post può avere uno sviluppo esplosivo e strabiliante per la tua vita professionale e personale. Ogni giorno devi prendere molte decisioni e, mentre alcune non hanno una rilevanza assoluta nella tua vita, altre possono fare la differenza. Ed è proprio con quest'ultime che crei il significato nella tua vita e con le quali puoi creare il tuo successo!


1 - COMPRIMERE IL TEMPO

La Legge di Parkinson postula che una organizzazione cresce indipendentemente dalla quantità di lavoro da svolgere, o che - semplificando ulteriormente - "più tempo a disposizione si avrà, più se ne sprecherà". 
Ma è vero anche il contrario: quando il tempo scarseggia chi lavora lo fa con maggiore efficacia, motivato dal rischio di non riuscire a completare un compito a scadenza ravvicinata, con la prospettiva di possibili conseguenze negative.
Visto da un'altro punto di vista se ti dai, o ti viene dato un tempo definito, per completare un lavoro, tenderai a riempirlo con dei "tempi morti" diventando inefficiente e tendendo ad utilizzare la quantità di tempo disponibile, anche se non necessario. Quindi, se riduci il tempo a disposizione, completerai comunque il lavoro e la differenza sarà tempo disponibile, che potrai occupare come desideri. Beh poi devi saperlo utilizzare naturalmente!
Graficamente puoi comprendere meglio il concetto

legge di Parkinson

2 - REGOLA DEL 10 PER TRE VOLTE

LUNGO TERMINE E BREVE TERMINE
Ti sarà capitato molte volte, nel prendere una decisione o nel valutare un contesto, di essere focalizzato sul breve periodo piuttosto che sul lungo. Questo è mentalmente normale, ma non sempre porta ad una soluzione efficacie.
Quando hai un dubbio prova a chiederti:
  1. COME MI SENTIRO' RIGUARDO A CIO' TRA 10 MINUTI
  2. E TRA 10 MESI?
  3. E TRA 10 ANNI?
potrai accorgerti che il problema ti può sembrare nel breve periodo fastidioso o addirittura incredibilmente oscuro, mentre se proietti nel futuro la tua sensazione potrai avere risposte


domenica 12 giugno 2016

Passi Ipnotico/Esoterici in Alice attraverso lo specchio?

Alice  attraverso lo specchio ovvero: Alice contro Chronos, tempo dopo la prima volta.

"E' sempre nel dopo che ri-cor-di quei particolari che sono significativi oltre il tempo" (Alfredo)


L'hai visto? Quali sono i particolari che hanno avuto significato per te? Se non lo hai visto, VALLO A VEDERE! Ti va di sapere quali sono i miei top moment del film? e i tuoi? Vuoi condividerli? E' un'altra fiaba per grandi!
Proprio ieri tra divertimento e sorpresa sono andato a vedere questo film. Se ne può fare un trattato da mille una notte ed alcuni particolari hanno colpito il mio immaginario oltre la morale dichiarata del film che è poi questa: il tempo comunque scorre, non posso cambiare il passato, ma posso imparare da esso. Insomma dai, un pochetto leggerina, suvvia, fare un sequel per dire una baggianata del genere? Ormai lo sanno anche i disperati e i depressi (e a maggior ragione lo sanno).


#SEQUEL:
E' chiaro che lo sia. Alice ha le sue belle rughette e non si fa nulla per toglierle in post produzione e sarebbe anche facile. Inoltre il "#brucaliffo" è... farfallo, ha trasmutato. Non solo, abbiamo anche la

#CONTAMINAZIONE. Infatti il brucaliffo farfallo è nel mondo del reale ed in questo mondo assume lo stesso ruolo che aveva nella prima Alice: quello di guida. Nella sua trasmutazione egli può venire nel mondo reale (o è pure il mondo dell'altra vera realtà?). Mi dà il messaggio che l'elevazione trasmutativa aggiunge il dono di poter essere di qua o di là a tuo piacere ;) Ed infatti il brucaliffo è con Alice anche quando va di là.

#CONSAPEVOLEZZA. Il brucaliffo farfallo, guida Alice nei meandri dell'immensa casa. Tra dedali di corridoi e stanze che aumentano la suspance... ma dove (dov'è) la porta? Beh ok esperti lettori, ormai tutti hanno individuato cosa sia questo dedalo, nel quale non si conosce la meta e per noi spettatori neppure la strada, che solo il brucaliffo (vero iniziato di questa parte), conosce. Alice appena vede lo specchio senza tanto esitare vi entra accolta da una voce che le dice: "E' tanto #TEMPO che manchi" Vabbè già questa frase comporterebbe pagine di interpretazioni. come del fatto che si ritrova piccina...
Alice, nello specchio, ci entra consapevolmente, mentre, se ricordate la prima Alice, ella viveva un sogno vivido mentre le si raccontava una fiaba (noiosa) senza immagini (che fiaba è senza immagini?) Quasi un sogno involontario.

venerdì 3 giugno 2016

RIALLINEAMENTO GENERAZIONALE: è sempre colpa tua? Ma anche no.

TRA MEMORIE CELLULARI, IPNOSI,DEFUSIONE EMOZIONALE E LEGAMI FAMIGLIARI: ALLA FONTE DEL DISAGIO

Quante volte nella vita di tutti i giorni ti incapace per motivi che non sono direttamente riconducibili a te? Il "è colpa tua se" può metterti nella pressione, con la sensazione di non essere in grado di uscire da una situazione e, che sia vero o no, questo è quello che conta per te!

Ogni singola cellula ha una sua memoria autonoma

Era circa il 1986 quando lessi per la prima volta Dianetics di Ron Hubbard  (vorrei che tutti leggessero al di fuori di quanto è nato con Scientology). Una pietra miliare del concetto relativo alla memoria cellulare nel campo olistico, secondo il quale ogni singola cellula del nostro corpo ha una memoria autonoma.
Non so perchè ricordo esattamente l'anno.
In questo periodo un percorso di idea e pratica, mi ha riportato ad: Hamer, Gurdjeff, Nardone, la PNL, le Costellazioni Famigliari, l'Ipnosi nelle sue forme e e mettiamoci pure Psicocibernetica di Maxwell. Non tralascerei altri mostri sacri come Bruce Lipton e Gregg Braden, oltre ad altre pratiche che ormai definire alchemiche, al giorno d'oggi, è alla portata di tutti.



Detto ciò, e nata l'idea di un processo che sia non tanto e solo di consapevolezza, ma di effettiva ristrutturazione emozionale generazionale, a più livelli e più profondamente possibile, in modo immediato e possibilmente one shoot, per ogni problema della persona: IL RIALLINEAMENTO GENERAZIONALE.



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L'idea deriva da un presupposto, scientificamente provato, che quando viviamo un evento stressante o  traumatico, il nostro organismo fissa la memoria emozionale dell'evento e la àncora a tutto ciò che è presente in quel momento. Succede quindi che, se nell'ambiente si ripresentano le stesse condizioni, o una parte preponderante, corpo e mente entrano in stato di allerta per prepararsi a reagire al possibile pericolo. A volte il nostro comportamento è legato ad una situazione famigliare e non, del passato, dove, malgrado l'immenso amore, sono accaduti eventi ai quali noi ci siamo adeguati per non dire sacrificati, ma abbiamo attribuito ad altri la responsabilità, o vi era una oggettiva "responsabilità di altri. La fissazione reattiva che abbiamo creato in quel preciso istante, quindi adeguata al momento

lunedì 16 maggio 2016

Coach, essere felici al lavoro? Si può, ma...

Best Work

COME PUO' AGIRE IL COACH

NEL MIGLIORAMENTO

DELLA QUALITA' DEL LAVORO?

Per capire perché in cima ai pensieri c’è l’apprezzamento per il lavoro svolto, a livello italiano così come mondiale, basta citare il Primo Levi de “La chiave a stella”: «L’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra».


(....) I risultati dello studio “Decoding global talent”, condotto su 200mila lavoratori in tutto il mondo, non lasciano dubbi sulle priorità attribuite ai fattori di felicità al lavoro. Nei primi dieci posti c’è solo una posizione, l’ottava, di natura economica, e riguarda l’attrattività del salario fisso. Nessuna traccia dell’enfasi sulle stock option e sulla parte variabile del lavoro che dominavano i discorsi sul lavoro prima del 2007. Per trovare altri fattori legati alle “compensazioni economiche” bisogna andare ben oltre la ventesima posizione: i benefit addizionali si trovano alla 24esima e l’auto aziendale alla 26esima. 
Potrebbe anche essere che a un certo livello minimo salariale, le richieste possano cambiare, ovvero se vogliamo leggerlo al contrario, sopra un livello minimo soddisfacente il dipendente vira i propri desideri vs. altri benefit diciamo contestuali. Ma qua anche gli studi sul comportamento che caratterizza il risparmio e la spesa, non si differenzia di molto.

Tutto quello che viene prima ha a che fare soprattutto con i rapporti umani. Dalla ricerca rilevo che in Italia non c'è ancora una consapevolezza omogenea rispetto ai paesi lavorativamente più evoluti, per cui, nella classifica generale, alcune delle scelte più gettonate non sono tali nel nostro bel paese. A questo punto viene da pensare: è giusto indirizzarsi, ed indirizzare il nostro cliente a riflettere ad un coaching trasformativo? Siamo certi che i nostri lavoratori vogliano quello che si desidera internazionalmente? E' un comportamento tipo "la volpe e l'uva" oppure radicato e socialmente rappresentativo del contesto italiano attuale?

Preferenze al Lavoro Internazionali

articolo completo QUI



Alfredo Molgora
LIFEHEALING - PROFESSIONAL - IPNO COACH
EMOTIONAL MANAGER - COUNSELOR -

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venerdì 6 maggio 2016

Da catalessi rigida a regressione


A) Presa contatto e doppia reinduzione
B) Irrigidimento del corpo con passaggio magnetico e alcune ripetizioni verbali (evitabili)
C) Occhi sbarrati e viso stuporoso
D) Il soggetto non è sollevabile per la sua rigidità
E) Passaggio da stato catalettico a regressione
F) Conosci il posto in cui sei? NO
G) Come ti chiami? STEFANO (il soggetto si chiama Nicola)

mercoledì 27 aprile 2016

60 secondi per ipnotizzare? Puoi farlo pure tu.

La sfida: come ipnotizzare qualcuno in meno di 60 secondi

Un minuto è veramente poco, ma sufficiente anche per un'"ipnosi verbale"che può portare notevoli benefici al soggetto. Esistono anche metodi più veloci. Tuttavia consideriamo questi metodi strettamente dimostrativi. In caso di seduta l'operatore ne potrà usare qualcuno in caso lo ritenga necessario, ad esempio se gradisci sperimentare una trance immediata, ma sempre a sua discrezione.


Un minuto è veramente poco tempo e ti potrà sembrare strano che si possa essere ipnotizzati, anche dolcemente, in meno del tempo in cui solitamente aspetti un autubus. La sensazione che ne ricaverai è che non ti parrà sia iniziato il processo di ipnosi che esso è già finito.
Se segui le indicazioni potrai provare a farlo anche tu.
Ironia della sorte, impiegherai molto più tempo per leggere questo articolo che a provare una procedura ipnotica come questa. Potresti anche provare tu stesso in modo sincero e rispettoso dell'amico conoscente con il quale ti eserciterai e, anche se ci sono un sacco di fasi distinte, provando  ed accettando i primi insuccessi serenamente, una volta che avrai  imparato le necessarie fasi sarai in grado di ripetere l'intero processo. Va da se che se non sei un operatore professionale, è bene che tu sia sincero, giocoso e serio e ci sia la tua intenzione completamente benevola nei confronti della persona.


Possiamo dire che questo esempio rientra in un tipo di ipnosi "informale" e può servire anche per chi vuole essere ipnotizzato. Devi ben sapere che il processo ipnotico è soprattutto esperienziale per cui, provandolo come soggetto attivo ti può rendere più disponibile, sia al sottoporti a sedute professionali, sia a scambiare con tuoi conoscenti.
Ma cosa si deve fare?
Ci sono 10 punti, anche se alcune di questi sono frasi molto brevi. Il tutto inizia con l'intenzione. 
Ecco una lista dei 10 punti, con una spiegazione del loro significato in modo da sapere esattamente come ipnotizzare qualcuno in 60 secondi!
1. - Contatto - Permesso
Con solo 60 secondi non puoi distrarti: devi sapere bene quali sono i passaggi necessari ed essere tranquillo e sereno nel metterli in atto con una "presenza" positiva ed energica, ma bada bene, non aggressiva. (vd 9 Falsi miti dell'ipnosi)


La prima cosa da fare è prendere contatto in modo naturale con il soggetto, ottenendone il consenso. Beh in questo caso non abbiamo bisogno di un consenso informato scritto e sarà sufficiente chiederlo in modo "fermo e gentile" per poi toccarli sul braccio o sulla spalla. 
Questo è il primo punto che fa entrare nel mondo "possibilistico" ipnotico per cui: se si ottiene un consenso al procedimento, è anche più credibile pensare che il soggetto sia più predisposto a continuare nell'induzione.

Riassumendo  i primi passi del viaggio sono: Intenzione - Permesso - Contatto
Wow! Siamo solo alla fase 1, e ci sono già 3 cose da ricordare. Ma non preoccuparti: ti ritroverai a fare queste 3 cose contemporaneamente. E una volta che si diventa abili con la tecnica lo farai quasi istantaneamente. Ecco un esempio di come potrebbe essere questa prima fase:


OPERATORE

"Di tanto in tanto potrà essere che ti tocchi sul braccio o sulla spalla. E' ok per te se lo faccio?"
Questo è tutto. Hai chiesto il permesso di entrare in contatto. Basta fare in modo di portare il vostro soggetto a confermare con un consenso esplicito e tutto il resto dovrebbe fluire senza intoppi.
2. indurre la trance
Il secondo passo è dove si indurre rapidamente la trance. Non c'è bisogno di dilungarsi, basta usare le parole chiare e precise per raggiungere lo scopo. E 'davvero il passo più semplice, e a seguire vi fornisco un esempio prima della spiegazione.