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martedì 8 marzo 2016

Autoipnosi, ipnosi e Neuroscienze

Le Neuroscienze prendono l’Ipnosi sul serio portandola ad essere  definita:  una  diversa  forma  di coscienza


 Ipnosi è sinonimo di intrattenimento da palcoscenico dove dei volontari dal pubblico vengono portati in trance  e viene loro ordinato di fare cose imbarazzanti.

(Autore: riporto per dovere di imparzialità dell'uso dell'articolo originario questa affermazione che è ridicola, parziale ed incompetente a livello di conoscenza dell'ipnosi)

Ciò lo fa sembrare uno scherzo, ma in effetti l’ipnosi è un fenomeno reale e si sta dimostrando sempre più utile per gli psicologi e i neuro scienziati,

consentendo  nuove visioni dei processi mentali e dei disturbi
neurologici che sono inspiegabili dal punto di vista medico.

Questo secondo David Oakley e Peter Halligan che hanno condotto un autorevole studio, smontando i miti sull’ipnosi,  evidenziando i diversi modi in cui le neuroscienze stanno facendo luce sull’ipnosi e i modi in cui l’ipnosi sta aiutando le neuroscienze.

(Autore: mi verrebbe da chiedere: le neuroscienze potrebbero aiutare l’ipnosi?
E mi pare proprio di no. Le neuroscienze non sono in grado di acquisire i risultati come tali, hanno bisogno di studiarne le dinamiche per quanto siano già ripetibili. Mi vien veramente da pensare ai neuroni specchio certificati neurologicamente della loro esistenza dopo 40 anni dalla loro scoperta)
  
Contrariamente al folklore popolare, l’ipnosi non è una forma di sonno e questo malinteso non è aiutato dal fatto che gli studi sull’ipnosi tipicamente etichettano la condizione di controllo  come “stato di veglia”.
In ogni caso, Oakley e Halligan dicono che nuove scoperte sulle  immagini del cervello supportano la tesi che l’ipnosi sia una diversa forma di coscienza. Dopo un’efficace


induzione ipnotica, che richiede l’uso di strategie mentali per raggiungere 

“uno stato di attenzione focalizzata e assorta”,  i partecipanti hanno evidenziato
una ridotta attività in parti del sistema di funzionamento predefinito del cervello insieme ad un aumento dell’attività del sistema prefrontale di attenzione.

Stato di coscienza e Onde Cerebrali
Oakley e Halligan ammettono che “resta da vedere se questi particolari cambiamenti sono unicamente legati all’ipnosi”. 

(Autore: questa riflessione è interessante se paragonata alla meditazione che è quanto di più comunemente diffuso che possa assomigliare allo stato ipnotico. Ma non è così dal punto di vista di funzionamento del cervello Malgrado la meditazione si avvicini molto all’ipnosi, e/o  viceversa, quello che accade a livello di onde cerebrali è completamente diverso. Nella meditazione vi è un rallentamento delle onde cerebrali e solitamente gli effetti benefici si manifestano dopo una lunga pratica.

Nell’ipnosi invece si ha una accelerazione delle onde cerebrali a livello
Gamma (che sono quelle superiori come velocità alle Beta): 

ossia di massima attenzione ed attività e, oltre ad essere immediati, gli effetti perdurano nel tempo da subito. Diciamo che mi pongo ancora il dubbio in caso di catalessi profonda le onde cerebrali possano in effetti arrivare a rallentare addirittura a livello Delta)

Dopo un’induzione ipnotica (oppure in alcuni casi persino senza induzione)  i volontari esposti ad affermazioni suggestive possono sperimentare percezioni alterate oppure  sensazioni corporee.

Per esempio, dicendogli che il  braccio diventa sempre più pesante e che non può muoverlo, un volontario suggestionabile può sperimentare una paralisi del braccio. Gli scettici possono dubitare della veridicità di queste esperienze ma i risultati delle immagini del cervello indicano che esse sono reali e non puramente immaginate.

Effetto Stroop
Consideriamo uno studio di volontari ipnotizzati e indotti a vedere grigi dei quadri colorati di Mondrian. I risultati della scansione del cervello di questi volontari hanno mostrato  attività alterata nelle regioni fusiformi coinvolte nell’elaborazione dei colori e, cosa essenziale, tali cambiamenti non furono osservati quando i volontari immaginavano semplicemente i quadri di Mondrian in grigio. Un altro studio ha dimostrato che  il famoso effetto Stroop scompariva (Wikipedia) quando i volontari ipnotizzati ricevevano la suggestione che avrebbero visto le parole come dei simboli senza significato.

(Autore: bene, ora i nostri neuroscienziati hanno la prova che l’ipnosi attiva un diverso funzionamento del cervello. Quindi se assumiamo per certo che la nostra vita è direttamente collegata quantomeno a come il nostro cervello percepisce la realtà che ci circonda e alle immagini interne che di essa, e di noi, abbiamo, pare proprio breve il passo  per dire che l’ipnosi può dare un aiuto incredibile a tutti noi)

Un’altra linea di ricerca esplora i correlati  della suggestionabilità  ipnotica. Apparentemente è un tratto altamente stabile ed è ereditabile. Non è correlata con le dimensioni della personalità dominante ma con la creatività, l’empatia, la concentrazione, la predisposizione  alla fantasia e con l’aspettativa delle persone di essere  predisposte alle procedure ipnotiche.

Molti sintomi neurologici sono inspiegabili dal punto
di vista medico, senza cause organiche apparenti e l’ipnosi
si sta dimostrando particolarmente utile

come un nuovo mezzo per  modellare, esplorare e trattare i sintomi delle persone.

(Autore: mi vien da pensare che se si dirigessero gli sforzi della ricerca non nella definizione del "sintomo", ma allo studio di quanto una modifica neurologica indotta ipnoticamente possa essere una soluzione, non una indicazione, forse ne avremmo maggior beneficio. Ma resta una mia visione)

 Per esempio, dei soggetti possono  essere ipnotizzati per sperimentare la paralisi di un arto in modo che appaia simile alla paralisi osservata nel disturbo di conversione. Possono anche essere indotti ipnoticamente a sperimentare la sensazione che ci sia un estraneo che li sta guardando quando si guardano in uno specchio – un analogo apparente della reale “ delusione  da disidentificazione allo specchio”.

La ricerca sull’Ipnosi sta anche esponendo l’apparente elemento di volontà  ai fenomeni mentali precedentemente considerati automatici.
Per esempio, un paziente che ha sperimentato una sinestesia dei colori del viso aveva ricevuto una suggestione post ipnotica che aboliva i colori che vedeva normalmente sui visi  (come confermato da un compito di nominare i colori dove i visi non avevano più un effetto che interferiva.

“Data l’evidente influenza causale sul comportamento e la coscienza, la predisposizione psicologica a modificare e a generare esperienze seguendo delle suggestioni  specifiche resta una delle più rimarcabili abilità cognitive, anche se sottovalutata dalla ricerca.” sostengono Oakley e Halligan

Come ultima considerazione personale teniamo presente che l'autoipnosi ti permette di accedere a tutti i benefici tipici del caso ed esserne tu padrone direttamente.
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Oakley DA, and Halligan PW (2013). Hypnotic suggestion: opportunities for cognitive neuroscience. Nature Reviews Neuroscience, 14 (8), 565-76 PMID: 23860312 

Alfredo Molgora
LIFEHEALING - PROFESSIONAL - IPNO COACH
PERSONALTRAINER 

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