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martedì 20 ottobre 2015

Un percorso di Coaching cambia la vita come ai protagonisti in una FIABA?

LE FIABE MEGLIO DI QUALSIASI COACHING: METAFORA DI INIZIAZIONE ALLA VITA, MA PER GLI ADULTI

cosa c'entra il Coach con l'immagine di matrigne cattive, streghe, mamme snaturate che mandano la figlia nel bosco dicendo un: "attenta al lupo", molto comune a tante fiabe?


Chi segue da alcuni articoli questo mio filone del #CoachconleFiabe, avrà già compreso che, non parlo delle fiabe in se per se, ma dei personaggi, dei loro significati e di un percorso di iniziazione che si ritrova in millenni di racconti e che si sviluppa naturalmente. Percorso che il Coach innesca nelle persone con il suo lavoro. Insomma pensate ancora che Biancaneve, Cenerentola & CO. le abbiano inventate Walt Disney?

Ogni articolo riguarda uno, o alcuni di questi passaggi. che saranno licitati alla fine come: "Il

Coach Con le Fiabe
percorso". Trovo che che il Coach, nel suo operare renda possibile, reale ed aiuti le persone a trovare questo via magica. Qualunque buon Coach lo può fare con le tecniche che ha a disposizione, anche se non lo sa. Tanto potente quanto vero ciò, come il narratore delle fiabe che attiva il tutto anche se non se ne rende conto. Il narratore non spiega il racconto della Fiaba (e non saprebbe farlo), lo parla: è la fiaba che compie il suo lavoro in quanto tale, così come il Coach compie il suo lavoro e la sua opera, in quanto tale.
Ma torniamo ai nostri Cappuccetto Rosso, Biancaneve, Cenerentola, ecc

E a questo punto mi permetto di bussare, umile, alla porta del Sommo:

"Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita"


Dante nella selva Oscura
Una frase che indica qualcosa di molto potente, che va oltre il significato che molti vedono del bosco: devi trovare un modo per cavartela. Vero e non solo, almeno ad un certo livello.
D'altra parte all'inizio della Divina commedia ci sarebbe stato bene anche un "c'era una volta", che trovate in tutte le fiabe che si rispettino. E anche qua, in Dante, troviamo il bosco.
Ora, per alcuni blasfemo, ma oggettivamente vero è che: sia in Cappuccetto Rosso sia nelLa Divina Commedia, ritrovarsi nel bosco è l'inizio.
Questi due esempi sono facili nell'individuazione. Dirò poi dove in alcune altre fiabe sono celati questi/e inizi/azioni.
Ora, sorge spontaneo chiedersi: se è un passo di inizio, cosa significa,  chi mi ci ha mandato e perchè?

Vi ricordate la "mamma" di Cappuccetto Rosso?
In questo caso è veramente da Fiaba che una mamma mandi la propria figlioletta allo sbaraglio nel bosco, sconosciuto, con la sommaria indicazione della casa della nonna e dell'attenta al lupo.
Tutto deve essere letto ad un livello superiore dell'indicazione "attenta al lupo"! La mamma in questo caso agisce da FATTORE INIZIATICO. Lei sa che è il momento perché Cappuccetto Rosso, per la sua crescita, sia smarrita (nel bosco) ed impreparata ed inizi il suo viaggio nella vita, anche se non ne conosce il modo.
Bella questa interpretazione vero?

E il bosco di Cappuccetto Rosso?
Lo smarrimento e l'impreparazione sono, uniti alla paura come elementi iniziatici dell'abbandono, necessari per il viaggio della vita. Abbiamo/sentiamo un obiettivo da raggiungere, la casa della nonna, ma non sappiamo né come né dove. Nè lo sanno il narratore, Cappuccetto Rosso e la mamma. Forse lo scrittore.
Vi è mai capitato di sentirvi in una situazione simile nella vostra vita? Magari quando avete attraversato momenti di cambiamenti importanti?
Fatene tesoro, conoscetevi e acquisite questo status come necessario ad una evoluzione di vita, che è più di risolvere o superare o trovare soluzioni ad una situazione. E il Coach, non solo è il vostro fattore iniziatico, ma vi accompagnerà per far consapevole il vostro cammino e affrontabile. Tra le altre cose notate che nella fiaba, la fiducia della mamma che Cappuccetto Rosso ce la farà, non viene neppure sottolineata: è data per scontata.
Apperò!

Riportando la continuazione del I canto della Divina Commedia potrete solo concordare:

"Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!

Tant'è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte."

Tralascio considerazioni sulla Divina Commedia, che potrebbero fare molto più esperti di me in Dante, permettendomi di aggiungere: una terzina importante e sottolineare le parole che saranno significative continuando. Tra le quali "morte".

Ma perché smarrimento, impreparazione e paura? Perchè nessuna via che già conosci ti da queste emozioni/sensazioni: se sei nella via che conosci non migliori, non evolvi, non arrivi a mete diverse da quelle che hai raggiunto fino ad oggi. Saresti certo, sicuro e con altre sensazioni, forse più tranquille, ma resteresti dove sei ora, e faresti la fine del criceto nella ruota.
Sono quindi passaggi obbligati per iniziare, e sta al Coach renderli concreti ma vivibili: attraversabili con consapevolezza leggera. 

Altri criceti nella ruota?

CENERENTOLA


Cenerentola e il sogno distrutto di andare a Palazzo
Qui l'elemento agente (la maschera), udite udite, è la matrigna. Se Cenerentola fosse andata a palazzo con quel primo vestitino rosa,  minimalista e bruttino fatto in casa da topini e uccellini, il Principe... ma dai, non l'avrebbe degnata di uno sguardo, come si suol dire. E non solo, ma anche e soprattutto, se ci fosse andata con le sorellastre. (qui è sotteso un'altro discorso che se necessario amplierò nel proseguo degli incontri). Sorellastre e matrigna distruggono il vestito rosa e con esso, in quel momento, il sogno di Cenerentola. Ma il rimanere a casa sola fa la sua fortuna! Proprio perché il sogno ora è impossibile, si crea quel vuoto che lo fa diventare realizzabile.
Un'altro bosco, minore di certo, anche quando viene a mancare la vera mamma che le da quell'indicazione generale di "gentilezza", come modus vivendi e che poi diviene di fatto la sua gabbia.

Ricordate?

Ecco che abbiamo: abbandono e impreparazione a rimanere sola da quella che si era obbligata a riconoscere come sua famiglia e della quale era poi divenuta serva. Paura e sgomento sono ben riportate e sappiamo con l'incontro della fata, come le cose siano andate a finire.

Ma quante situazioni nella vita di tutti i giorni non molliamo per paura di solitudine ed abbandono?

BIANCANEVE

Biancaneve e il Cacciatore
Come si suol dire è recidiva, ovvero di coccio: nel bosco ci deve andare due volte.
La prima con il cacciatore compassionevole che la salva e poi la seconda con la mela della maga travestita da vecchietta (alias la fata di Cenerentola) che la porterà ancora nel bosco, a "macerare" nella bara di cristallo (Vd. BIANCANEVE NELLA BARA DI CRISTALLO)
Quando il cacciatore salva Biancaneve, lei, "vagando nel bosco" trova la casetta dei sette nani. 
Perché due volte? Ma perchè l'evoluzione era parziale, non era ciò a cui era naturalmente portata ad essere Biancaneve. Si va bene, Biancaneve sta anche bene in mezzo ai nanetti, accudendoli, cucinando per loro e facendo le pulizie di casa... insomma la serva per scelta! Ben altro di una Principessa!
Ecco quindi che necessita un'altra spinta: un reindirizzamento ed una accelerazione. E diverse volte capita che il Coach, nel percorso del Coachee, deve, e ripeto deve, fare ciò, per riprendere la strada con rinnovato intento e desiderio.

Ed in altre Fiabe come in: Il Conte di Montecristo quando lascia la sua donna, Pinocchio che scappa da scuola, Aladino che abbandona la mamma (o quando spariscono le sue magie) o anche in una novella del Cunto degli Cunti quando la figlia di un Re viene donata in sposa all'orco delle montagne (e costei fa quasi tutto da sola!).

E ora abbiamo anche rivalutato il ruolo delle matrigne e maghe cattive. Hanno la loro funzione

Sono tutti momenti in cui: abbandono, impreparazione, paura e sgomento, iniziano la vera Fiaba. Iniziano il tuo percorso di vita, qualunque esso sia. Le parti prima potrebbero essere definite come ambientazione, nulla o poco era ancora successo.


Libertà - www.coach-4you.it 
A questo punto, per voi attenti lettori, resta fin troppo semplice uscire dal mondo della Fiaba, passeggiare nell'altro, ovvero questo nel quale state leggendo con attenzione l'articolo, e sovrapporre il ruolo del Coach e di come, mediamente, conduce il primo incontro.
Prima ancora di (farti) entrare nella consapevolezza, il Coach, al primo incontro, ti invita a fare questo: sapere che vuoi andare alla casa della nonna (ciò che vuoi e che esiste ma non sai dove e a volte non sai cosa è). Sapere che c'è una via, ma che non conosci  ancora quale è (impreparazione). Ottenere il tuo impegno a trovare nuove vie. Lascia quindi ORA,  ciò che ti ferma e che è dietro per arrivare ove tendi, in quel modo che non si può sapere ancora: si troverà "nel percorso, e per tentativi, e quindi naturalmente.

Ora puoi scegliere la tua Fiaba, ma è indifferente quale, perché ora inizia il tuo cammino. Cosa succede nella tua Fiaba? Succede che: la/il "te stessa/o" inizia a lavorare per ritrovare il vero te stessa/o espanso. Verso ciò che naturalmente desideri, ora la Tua Vita diventa la Tua Fiaba.


Alfredo Molgora
LIFEHEALING - PROFESSIONAL & IPNO COACH
PERSONALTRAINER



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