70A9A17EB1136864E40D6FB675D60572 IL TEMPO CICLICO ED IL COACHING: 3 ed ultima puntata | Coach 4You Alfredo Molgora

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martedì 26 settembre 2017

IL TEMPO CICLICO ED IL COACHING: 3 ed ultima puntata

Il così detto "Tempo ciclico" può costituire valida alternativa alla programmazione lineare?

Se il latino, lineare attivo, ed il latino multiattivo pensano di gestire il tempo nel modo migliore possibile, in alcune culture orientali, l'adattamento dell'uomo al tempo è visto come un'alternativa di programmazione valida.



In queste culture orientali, il tempo nella programmazione, non viene considerato né come lineare né correlato all'evento, ma come ciclico. Ogni giorno il sole sorge e tramonta e così la luna, le stagioni si susseguono, i corpi celesti ruotano intorno a noi, le persone invecchiano e muoiono, ma i loro figli ricostituiscono il processo. Questo ciclo va avanti da più di 100.000 anni.

In Oriente, il tempo è una merce abbondante nel corso degli eventi!

Sembra sempre che ci sia un'offerta illimitata nel dopo ora. Il concetto si ritrova anche nella visione del "pensiero quantistico" relativa al tempo e alla realtà mutevole: ogni cambiamento genera possibili cambiamenti che prima non erano nè possibili nè immaginabili. Ed infatti, questa parte è inclusa nel programma di lezioni webinar sul pensiero quantistico.
Come dicono in Oriente, quando Dio ha fatto il tempo, ha fatto molto.

Non sorprende quindi che le decisioni aziendali siano programmate in modo diverso da quello che succede in Occidente. La cosa non è di poco conto, considerando i risvolti pratici e la percezione legata alla relazione personale che fa parte di quella professionale. Gli occidentali si aspettano, come fanno loro, che un asiatico prenda una decisione rapida o consideri un accordo attuale con misurazioni attuali, indipendentemente da ciò che è accaduto in passato.

Gli asiatici non possono farlo!
Per loro, il passato formula il contesto alla decisione nel  presente, per cui, in ogni caso, devono pensare a lungo termine. Gli americani vedono il passare del tempo senza decisioni o senza azioni come programmazione "sprecata". Gli asiatici non vedono il tempo in un futuro lineare, ma, di volta in volta, il momento torna di nuovo. E' un

 cerchio, dove le stesse opportunità, rischi e pericoli saranno riproposti, quando le persone e i "tempi" hanno acquisito in giorni, settimane o mesi la maturazione della scelta: la cosa giusta al momento giusto.
Improponibile forse anche per Spagnoli ed Italiani.

Ma come possiamo noi occidentali anche solo comprendere questo concetto? Provate a ricordare quelle volte che vi siete detti: "Se avessi saputo quello che so ora, non avrei mai fatto quello che ho fatto!". Ecco questo un orientale non lo direbbe mai in quanto la decisione avviene quando si è ripresentata la scelta, nel giusto momento!

La figura a seguire, confronta la velocità del concatenarsi d'azione occidentali, con la riflessione asiatica.
Gli americani, i tedeschi e gli svizzeri tornano a casa e sono soddisfatti del fatto che tutti i compiti sono stati completati.
Se i francesi o gli italiani non è necessariamente così e a volte hanno bisogno di più tempo per "chiudere" i momenti lasciando, forse, qualche "stand by" per il giorno successivo, per gli asiatici è completamente improponibile.




E' interessante come thailandesi e americani descrivano metaforicamente l'atteggiamento tailandese verso il tempo: lo considerano come una piscina sulla quale  passeggiare. Questa metafora si può applicare alla maggior parte degli asiatici, che invece di affrontare i problemi immediatamente ed in sequenza, li "lasciano maturare" per giorni o settimane prima di decidere d'impegnarsi.

Dopo un adeguato periodo di riflessione, i compiti A, D e F possono sembrare degni di nota, si badi bene non priorizzati, mentre le attività B, C e E potrebbero essere tralasciate. La contemplazione di tutta la scena e il procedere in questo modo, ha indicato che il compito G, forse nemmeno previsto in precedenza, potrebbe essere il più significativo di tutti. Ecco l'insight!

In una cultura buddista (ad esempio, Tailandia, Tibet) non solo il tempo, ma anche la vita stessa si muovono in un cerchio. La generazioni seguono le generazioni, i governi e i governanti si succederanno reciprocamente, verrà il tempo delle raccolte, i monsoni, i terremoti e altre catastrofi ricorreranno e ricorreranno. Saranno pagate le tasse, 
il sole e la luna si alzeranno e tramonteranno, gli eventi cresceranno e decadranno e, direbbe un asiatico, neppure gli americani cambieranno tali eventi, certamente non affrettando le cose.
Il processo di Coaching può aiutare nella ricerca del proprio equilibrio, rafforzato da alcune tecniche energetiche ed ipnotiche. E desidero sottolineare che è un punto di arrivo strettamente personale. Ho passato vacanze con amici che riuscivano a pianificare a che ora fare la pipi, il fatto è che a me non scappava a quell'ora! Con altri che lasciavano trascorre nell'ignavia le giornata perché era quello il loro modo di riposarsi. Ora, nel primo caso ero così stressato che quasi tornare al lavoro era divenuto rilassante, mentre nel secondo caso il trascorrere di tutto il tempo senza fare assolutamente niente, mi era insopportabile. Personalmente mi sono accorto di adottare uno schema nel quale. per circa un 65/70%, sia per il lavoro che nella vita privata programmo, mentre il rimanente 30/35% scorre nel tempo ciclico.

Ciò permette di dare spazio ad una maggiore vitalità, ad un maggior senso della vita, ad una maggiore creatività e scoperte di vita, con notevoli benefici, anche nel business!

E quello di cui parlo non è il "MultiTasking"! Questa è la trappola della visione del tempo lineare: bravo perchè faccio più cose nel tempo dato! (e molte male)
E' una questione personale ed in alcuni casi o contesti, la percentuale può variare considerevolmente. L'importante è: come si vuole essere per quello che si vuole ottenere.

Come arrivare a ciò? Deconcettualizzando il tempo, tenendo alta la vitalità (si fanno più cose con la stessa energia) e vivendo un equilibrato senso del qui ed ora.
Posso dire, anche per i feed back ricevuti, che il percorso di Master IpnoCoaching con modulo Q.I.E. (Quantum Internal Energy) aiuta molto.

Ma torniamo ai nostri amici "orientali"

I Cinesi
I cinesi, come la maggior parte degli asiatici sono quelli che "camminano intorno alla piscina" per prendere decisioni ponderate e danno comunque un forte valore a come vivere il tempo.

Alla fine di un incontro in Cina, è consuetudine ringraziare i partecipanti per aver contribuito al loro tempo prezioso. La puntualità all'arrivo è anche considerata importante, più che in molti altri stati asiatici. Pare un controsenso, ma non lo è! E' rispetto dell'altrui tempo. Infatti, quando le riunioni sono previste tra due persone è facile che un cinese arrivi anche 15 a 30 minuti prima "per terminare le sue attività, prima del tempo previsto per la discussione", quindi senza rubare i tempi dell'altro.
È anche cortese in Cina annunciare, 10 o 15 minuti dopo l'inizio di una riunione, se si deve abbandonare l'incontro prima della fine (succede alcune volte anche in Italia questo dai! 😃 ).
Ancora una volta, lo scopo è quello di onorare e rispettare sull'utilizzo del Tuo tempo. 

Questo visione, basata sul valore dell'umiltà, crea un circolo virtuoso di concessioni ed aspettative. Negli incontri con un cinese, sarai sicuramente rispettato per il tuo tempo e ne consegue che il cinese dia per scontato di avere quel tempo relazionale, indefinito ed importante da assegnare sia alla considerazione dei dettagli di un'operazione sia alla cura accurata dei rapporti personali, anche nel business.

Spesso i cinesi, si lamentano che gli americani, in Cina, "scappano" a metà della discussione, (secondo loro) per andare a prendere di corsa il loro aereo.
L'americano vede che gli elementi del contesto sono stati trattati in modo adeguato per l'accordo. I cinesi ritengono di non aver raggiunto quel grado di empatia, quel senso soddisfacente di comune fiducia e intenzione, fattore fondamentale in Cina, sia per l'offerta, sia per altre transazioni in futuro.

I Giapponesi
Si potrebbe dire che i Giapponesi soffrano di una sindrome "schizzofrenica da tempo" ed hanno un forte senso dello scorrere e del  bloccare il tempo.

Chi familiarità con il Giappone è ben consapevole del contrasto tra il ritmo frenetico del lavoratore giapponese da un lato, e la contemplazione mistico/spirituale dell'osservare i giardini giapponesi o il fluire immobile del tempo in lenti giochi. Questo atteggiamento non è frutto di improvvisazione, bensì è una segmentazione  programmata che non segue il modello americano o tedesco nelle quali i compiti vengono assegnati in una sequenza logica finalizzata alla massima efficienza e velocità.
I giapponesi sono interessati a quanto tempo occorre per qualcosa secondo il rispetto da dare alla proprietà, alla cortesia e alla tradizione.
Ad esempio, nella maggior parte delle riunioni sociali giapponesi, esistono varie fasi e livelli dall'iniziale al finale, e così anche per feste di matrimonio, riunioni di associazioni e così via.
Nella società conformista e accuratamente regolamentata del Giappone, le persone amano conoscere in ogni momento dove stanno e dove si trovano: ciò vale sia per le situazioni sociali che per le imprese. Lo scambio obbligatorio di biglietti da visita tra i dirigenti che si riuniscono per la prima volta, è uno degli esempi più chiari di un momento temporale che viene utilizzato per segnare l'inizio di una relazione.

Un altro esempio è l'inizio e la fine della lezione in classe. La lezione non può iniziare senza essere preceduta da una richiesta formale di inizio, da parte degli studenti all'insegnante. Allo stesso modo, devono ritualisticamente manifestare apprezzamento alla fine.
Sono tanti gli altri eventi esempio e che magari conosciamo di nome: la cerimonia del tè, le routine di Capodanno, la pulizia annuale della casa, la visione di fiori di ciliegio, le festività di mezza estate, Spaziando in altri campi: picnic aziendali, i rituali tipici nello judo, nel karate e le sessioni di kendo.

Una persona giapponese non può entrare in nessuna delle attività sopra descritte nel modo casuale e diretto che un occidentale può adottare. L'americano o l'Europa settentrionale ha una naturale tendenza a fare un rapido approccio al topic delle cose. I giapponesi, devono praticare uno svolgimento o l'apertura delle fasi significative dell'evento. E molto legato al concetto di tempo asiatico, ma in Giappone sovrappone l'amore per la segmentazione della procedura, della tradizione e della bellezza del rituale stesso.


In Giappone, la forma e i simboli sono più importanti del contenuto.

L'occidente e il "Ritorno al Futuro"
Nelle culture occidentali lineari attive ed industrializzate (Anglosassoni - Est Europa), il tempo è visto come una strada lungo cui procediamo. La vita è definita come un "viaggio". la morte è spesso definita come "la fine della strada", mentre il passato mediamente, si trova alle spalle e il futuro si estende davanti a noi.

Il futuro è in parte conoscibile  e determinato da una pianificazione minuziosa. I dirigenti americani, con le loro previsioni trimestrali, diranno quanti soldi intendono realizzare nei prossimi tre mesi. Il dirigente svizzero vi assicurerà, senza alcuna esitazione, che il treno da Zurigo a Lucerna partirà domani mattina alle 9:03 e arriverà esattamente alle 10:05. 
Probabilmente è anche giusto.
Orologi, calendari e computer sono dispositivi che non solo incoraggiano la puntualità ma anche ci impongono l'abitudine di lavorare verso obiettivi e scadenze.
In un certo senso, "facciamo il futuro." Non possiamo sapere tutto (in questo caso sarebbe premonizione), ma eliminiamo le quante più possibili variabili sconosciute al meglio della nostra capacità.
La nostra programmazione personale ci dice che nel corso del prossimo anno ci alzeremo in certi momenti, lavoreremo tante ore, prenderemo vacanze in determinati periodi, andremo a giocare a tennis il venerdì sera e pagheremo le nostre tasse alle scadenza. Il tempo ciclo non è visto come una strada dritta che conduce dai nostri piedi all'orizzonte, ma come una curva che in un anno ci porterà attraverso "scenari" e condizioni molto simili a quello che sperimentiamo al momento presente. Gli osservatori del tempo ciclico sono meno disciplinati nella loro pianificazione del futuro, in quanto credono che non possa essere gestito, e che gli esseri umani rendano più facile la vita "armonizzandosi" con le leggi e gli eventi ciclici della natura (fosse stata una vision dominante del progresso oggi probabilmente non avremmo problemi con l'inquinamento per esempio).
Eppure, in queste culture, una forma di pianificazione generale è ancora possibile, perché molto è comunque correlato alla concezione della scienza fisica del tempo: un trascorrere predeterminato in una convenzione, che permette di conteggiare ciò che non lo è!

Le culture che osservano sia i concetti lineari che ciclici del tempo vedono il passato come qualcosa che abbiamo messo dietro di noi e il futuro come qualcosa che si trova prima noi. Al contrario, nel Madagascar, il Malgascio, immagina il futuro nella parte posteriore delle loro teste, poi diventando il passato, si prospetta davanti. 

Il passato è davanti ai loro occhi perché è visibile, conosciuto e influente. Possono guardarlo, godere, imparare da esso, persino "giocare" con esso.



Il popolo malgascio trascorre un tempo esagerato consultando i propri antenati, riesumando le proprie ossa, persino fuggendo con loro!
Diventa intuitivo comprendere come tale visione renda il futuro totalmente sconosciuto: è dietro la testa dove non hanno occhi. Non esiste programmazione per questa zona in ombra: su cosa potrebbero basarla? E quindi, per esempio: gli autobus in Madagascar non partono ad un certo orario, ma quando il bus è pieno. E' la situazione  che innesca l'evento. Questo non ha solo un senso economico (in termini assoluti è molto economico), ma è anche il momento in cui la maggior parte dei passeggeri hanno scelto di partire (qualcuno di voi è mai stato in qualche villaggio vacanze dove si iniziava a pranzare quando il tavolo da 12 era pieno? Tutti contenti!). Ne sono consapevoli ed è loro naturale. Al massimo potrebbe accettarla uno Svizzero, anche se non ne sono sicuro. 
Gli approvvigionamenti. per esempio, sono inesistenti: nel Madagascar gli acquisti si fanno quando gli scaffali sono vuoti, le stazioni di rifornimento ordinano il gas solo quando non ne esce più una goccia e i passeggeri che si trovano in aeroporto, nonostante i loro biglietti, non hanno nessun posto assegnato. L'assegnazione effettiva dei posti a sedere, si svolge tra l'apertura del banco di check-in e la (eventuale) partenza dell'aereo.

Vivreste così?
Quali vantaggi avrebbe anche una percezione anche parziale delle modalità di vivere il tempo e quindi la vita, molto differenti dalla "nostra"?

Ognuno ha la propria visione e se pensi che possa avere una configurazione migliore, seguimi sui social o sul blog per sapere come fare ad averla. 

Buon tutto e a presto "anime eternaute"



Alfredo M. Molgora

LIFEHEALING&PROFESSIONAL COACH
HYPNOCOUNSELOR - EMOTIONAL MANAGER


             
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